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Anobii: scambiarsi informazioni su testi e autori libri

Anobii: scambiarsi informazioni su testi e autori libri

La lettura non è un piacere necessariamente solitario.
Anzi, suscita passioni (per un autore o un genere), fornisce lo spunto per riflessioni e alimenta lo scambio di opinioni.

Proprio per questi motivi era assai probabile che i lettori diventassero un “territorio di conquista” privilegiato per molti servizi Web 2.0 sul tema.

E così è stato. I siti di social networking dedicati ai libri, anche se numerosissimi, sono però ancora molto (ma molto) meno noti di YouTube, Flickr, MySpace o Facebook.

Tra le piattaforme che permettono ai lettori di scambiarsi informazioni su testi e autori e di creare una libreria virtuale, quelle più famose sono LibraryThing (www.librarything.com), Anobii (www.anobii.com) e Shelfari (www.shelfari.com).

I primi due siti, nati pressoché in contemporanea nell’agosto del 2005, sono quelli che hanno fissato le regole di base per tutti i servizi Web 2.0 dedicati ai lettori.

Il primo ha lanciato l’idea di una “libreria virtuale” da utilizzare come banca dati per catalogare la propria collezione di testi: al momento LibraryThing contiene informazioni su circa 40 milioni di libri pubblicati in inglese, tedesco, francese, italiano e in altri idiomi.

La catalogazione dei libri è basata sull’ISBN presente in ogni volume e prevede l’inserimento di tale codice nella piattaforma del servizio in modo da identificare ogni libro. Una volta creata la propria libreria, l’utente può accedere agli scaffali virtuali dove sono raccolti i propri testi. Facendo click su ogni link corrispondente a un’opera si accede alle informazioni più rilevanti di ciascun libro (come autore, editore e data di pubblicazione).

Naturalmente è sempre possibile inserire le copertine e i dati non compresi nel database della piattaforma e ricevere informazioni sugli utenti che possiedono una collezione di testi simile alla propria.

Anobii ha aggiunto alla possibilità di creare la propria libreria on-line una serie di funzioni che stimolano e facilitano la comunicazione tra gli utenti.

Per esempio, il servizio offre l’opportunità di sbirciare le librerie virtuali degli altri iscritti, di utilizzare tag per catalogare i testi, di scrivere la recensione di un libro o di giudicarlo esprimendo una valutazione numerica.

L’iterazione è poi ulteriormente agevolata dalla possibilità di partecipare a gruppi di discussione, di scoprire le letture effettuate da amici e conoscenti, di ricevere indicazioni sulle librerie più vicine alla propria residenza e di ottenere informazioni su opere oramai fuori commercio o di difficile reperibilità.

Con 300.000 utenti (a marzo 2009) Anobii è una delle comunità on-line di lettori più popolose. Il servizio ha avuto in Italia un successo sorprendente.

Anche se i numeri del portale sono di gran lunga inferiori a quelli di Facebook, nel nostro Paese la piattaforma ha riscosso, in proporzione, un successo maggiore del network di Zuckerberg dal momento che ben un terzo degli iscritti di Anobii proviene dall’Italia e il numero dei volumi in lingua italiana inseriti nel database del sito si aggira intorno a 600.000. Anobii è così diventato il punto di riferimento per i servizi di social network “letterari”.

La struttura e i servizi offerti dal sito sono stati quindi successivamente imitati (in parte) da LibraryThing e ripresi da Shelfari e da numerose altre piattaforme nate in Italia come Bookerang (www.bookerang.it) e Pickwickie (www.pickwicki.com).

Libri elettronici: i Web libri

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