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Scribd: condivisione versioni elettroniche di opere

Scribd: condivisione versioni elettroniche di opere

Mentre Anobii, LibraryThing e lo stesso Good Reads possono essere considerati come una sorta di “Facebook letterario” dove al posto delle foto delle vacanze si pubblicano le copertine dei libri, gli Amici sono i lettori, i post sono i commenti e le recensioni dei testi aggiunti, Scribd (www.scribd.com) può essere invece accumunato a YouTube o MySpace.

Si tratta infatti di un servizio basato sulla condivisione di versioni elettroniche di opere (manuali, ricette, dispense o romanzi) per i quali sono scaduti i diritti di copyright, testi dei discorsi pubblici tenuti durante comizi o conferenze da esponenti del mondo della politica e della scienza e materiale inedito.

Tutti i contenuti sono pubblicati dagli iscritti, possono essere letti gratuitamente on-line (ad eccezione dei libri protetti da copyright che, come vedremo, sono disponibili a pagamento) e possono essere scaricati nel PC.

Come in ogni sito di social network che si rispetti, gli utenti possono scambiarsi informazioni, chattare, crearsi la lista degli amici e partecipare a gruppi di discussione tematici.

A fare da cassa di risonanza a Scribd ha contribuito involontariamente anche un articolo sorprendentemente inaccurato dell’autorevole Times. Secondo il pezzo giornalistico, riportato poi da molti altri organi di stampa anche italiani, il portale non era altro che una banca dati di contenuti testuali piratati che forniva ai navigatori la possibilità di leggere le versioni elettroniche di molti romanzi di Nick Hornby e John Grisham in spregio a qualsiasi norma di tutela del copyright.

Il Times sosteneva che Ken Follet e Joanne K. Rowling avevano addirittura fatto causa al sito perché Scribd, senza autorizzazione, aveva messo a disposizione dei navigatori le versioni digitalizzate di “Il mondo senza fine” dell’autore americano e de “Il Principe Mezzosangue” e dei “I doni della Morte” della scrittrice inglese. L’articolo terminava che accusando Scribd di “far soldi” grazie ai banner pubblicitari pubblicati sul sito senza versare un centesimo agli autori delle opere condivise sulla sua piattaforma.

La realtà dei fatti è però molto, molto diversa da quella descritta dal Times.

In una nota ufficiale, il portale ha dichiarato di non avere alcuna causa pendente con Follet, Rowling o qualsiasi altro scrittore o agenzia letteraria e ha chiarito che non solo paga gli autori che decidono di utilizzare il sito per veicolare le loro opere, ma che incentiva tale attività.

Scribd infatti non dispone di un servizio di self-publishing, ma consente comunque a comuni utenti, aspiranti scrittori e romanzieri di successo di avvalersi della sua piattaforma per vendere i loro scritti.

Gli autori possono decidere il prezzo in completa autonomia o lasciare che questo venga deciso compratori dagli acquirenti e hanno diritto all’80% dei ricavi delle vendite senza dover pagare alcuna commissione aggiuntiva per l’utilizzo del servizio di vendita offerto.

Scribd ha inoltre annunciato di aver stipulato vari accordi con editori anglo-americani (Simon&Schuster, Random House e Lonely Planet Publications), per vendere le versioni elettroniche delle opere del loro catalogo. Riguardo alle accuse di condivisione di materiale piratato occorre notare che il portale adotta un complesso insieme di strumenti che filtrano i contenuti da pubblicare e bloccano quelli protetti da copyright.

A questi si aggiungee un ancor più efficace sistema di controllo che, entro 24 ore dalla richiesta, permette di rimuovere dalla piattaforma i contenuti condivisi in violazione del diritto d’autore. Purtroppo il sito è al momento disponibile solo in lingua inglese.

C’è però da scommettere che, una volta lanciata la versione italiana del portale, anche Scribd avrà un clamoroso successo nel nostro Paese.

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