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Vendere online rispettando la legge italiana

Vendere online rispettando la legge italiana
Vendere online rispettando la legge italiana

Vendere online rispettando la legge italiana

La legge italiana non è molto chiara riguardo alle regole da seguire quando si effettuano vendite online occasionali.
Per essere sicuri di non sbagliare è meglio rilasciare una ricevuta (tenendone sempre una copia) anche se nelle cessioni tra privati non dovrebbe essere obbligatoria.
Il blocchetto delle ricevute può essere acquistato in una normale cartoleria a pochi euro.

La ricevuta va compilata con il nostro nome, cognome e codice fiscale, mentre sono sufficienti solo nome e cognome dell’acquirente.

Indichiamo anche una breve descrizione del bene venduto e poi scriviamo sempre questa frase “Corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui art. 67 DPR 917/86.

Se l’importo della ricevuta supera i 77,47 euro dobbiamo applicare una marca da bollo da 2 euro che possiamo acquistare in qualunque ricevitoria Sisal.

Vendere online: marca da bollo

Se stiamo vendendo animali la marca da bollo va applicata sempre.

In fase di dichiarazione dei redditi potremmo aver diritto a delle detrazioni sulle spese riconducibili al bene.
Nel caso di un animale le spese sostenute per il suo mangime o per il veterinario, ad esempio, oppure nel caso di manufatti le spese relative ai materiali necessari alla loro fabbricazione.

Vendere online: chiediamo consiglio al commercialista

Dal momento che leggi e regole in materia sono complesse e mutevoli chiediamo consiglio al nostro commercialista oppure a un Centro di Assistenza Fiscale.

In teoria le ricevute fiscali rilasciate durante l’anno vanno inserite tutte nella dichiarazione dei redditi sotto la voce Altri redditi.

Per non avere guai è importante che la nostra attività sia riconosciuta come quella di un venditore occasionale.

In rete si trovano molti casi di persone che raccontano i propri guai con il Fisco in merito a vendite effettuate, per esempio, su ebay, come venditori non professionisti.

Tanti altri invece pur avendo venduto prodotti con regolarità non sono mai stati multati.

La realtà è che non esiste un tetto entro cui potersi considerare tranquilli o che sforato il quale ci fa capire che dobbiamo prendere provvedimenti.

Nonostante molti parlino di un massimo di vendite pari a 3.000 euro il fatto che si possa essere considerati venditori occasionali oppure no è discrezionale.

Se vendiamo prodotti costosi che comportano un aumento considerevole del reddito oppure se vendiamo centinaia e centinaia di prodotti anche a bassi prezzi consideriamoci a rischio e corriamo dal commercialista.

Vendere prodotti usati o acquisti errati (con tanto di scontrino originate} non è considerato di solito commercio perchè il margine di guadagno è basso (dal momento che abbiamo speso dei soldi per il bene), ma se dovessimo farlo spesso desterebbe sospetti.

Dichiarare le vendite online come redditi diversi

Le vendite sono considerate redditi diversi e quindi occasionali se non sono conseguiti nell’esercizio di arti, professioni o imprese commerciali.

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